Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960) è un ex calciatore argentino. Noto anche come El Pibe de Oro (Il Ragazzo d'Oro), è generalmente considerato con il brasiliano Pelé il miglior giocatore nella storia del calcio. Alla fine del 2000 è stato eletto miglior calciatore del secolo dalla FIFA a pari merito con Pelé. Il suo fisico (tozzo e di bassa statura) non portava minimamente a pensare che il suo estro, la sua fantasia e la padronanza nel gestire le situazioni di gioco portavano a vincere qualsiasi partita, facendo fede al suo piede sinistro, a detta di tutti capace di calciare traiettorie spesso inimmaginabili e imprevedibili. 
Biografia e carriera Figlio di Diego e Dalma Salvadora Franco, Diego Armando nacque il 30 ottobre 1960 nel Policlínico Evita di Lanús, un comune della provincia di Buenos Aires. Crebbe a Villa Fiorito - (una villa miseria situata a sud della Grande Buenos Aires) - in una famiglia trasferitasi da Corrientes. Ha tre sorelle maggiori e due fratelli minori, Hugo ed Eduardo, entrambi divenuti poi calciatori professionisti. Maradona iniziò a giocare a calcio nella squadra del padre, l'Estrella Roja, di cui Diego era il talento più apprezzato. L'antagonista più acerrima era la squadra del miglior amico di Maradona: Goyo Carrizo. Fu proprio questi a farlo partecipare ad una selezione nelle giovanili dell'Argentinos Juniors di Buenos Aires. Entrò così a far parte delle Cebollitas (Cipolline), la squadra giovanile dell'Argentinos.
I primi passi in Argentina e nella Nazionale Maradona iniziò la sua carriera professionistica nell'Argentinos Juniors nel 1976, debuttando il 20 ottobre nella partita contro il Talleres, dieci giorni prima di compiere sedici anni. Iniziò così a giocare spezzoni di partite fino a diventare titolare fisso. I primi gol nell'Argentinos arrivarono il 14 novembre: due reti al San Lorenzo; pochi mesi dopo il debutto in campionato arrivò anche il debutto internazionale: il 27 febbraio 1977 l'allora allenatore della Nazionale Cesar Luis Menotti lo convocò per un'amichevole contro l'Ungheria allo stadio La Bombonera di Buenos Aires. Diventato capocannoniere del campionato argentino, sembrò destinato a far parte dei convocati per i Mondiali del 1978, ma non venne inserito nella rosa della Selección (che divenne Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia) in quanto Menotti lo ritenne troppo giovane per affrontare un torneo di vitale importanza per l'Argentina, sia da punto di vista sportivo che politico (i campionati del mondo dovevano costituire per il regime militare golpista presieduto da Videla l'occasione di rivalutazione dell'immagine internazionale della Nazione). Subito dopo la vittoria mondiale, Maradona divenne titolare della Nazionale e giocò importanti partite che riscattarono la sua mancata convocazione. Tra queste un'amichevole fra Argentina e Resto del Mondo allo stadio Monumental di Buenos Aires, il 25 giugno 1979, finita 2-1 per gli avversari, ma con l'unico gol degli argentini segnato da Maradona. Contemporaneamente continuò a giocare con la Nazionale Juniores, vincendo nello stesso anno i Mondiali di calcio giovanili in Giappone (finale vinta contro l'URSS 3-1 in cui segnò un gol). Nel 1979 e nel 1980 vinse il Pallone d'Oro sudamericano, il premio che spetta al miglior giocatore del continente. Spagna 1982: il primo campionato del mondo Nel primo turno a gironi, l’Argentina, campione uscente, perse l’incontro d’esordio del campionato del mondo 1982 per 0-1 contro il Belgio. Due vittorie contro l’Ungheria e contro il debole El Salvador diedero ai sudamericani l’accesso alla seconda fase, in un gruppo che comprendeva Brasile e Italia, destinata a succedere agli argentini nella conquista della Coppa del Mondo. L’incontro con gli italiani fu perso dagli argentini per 1-2, e Maradona soffrì la marcatura particolarmente attenta e aggressiva di Claudio Gentile. Contro i brasiliani la sconfitta fu più pesante: 1-3. Lo score finale di Maradona fu di cinque presenze e due gol (entrambi nel 4-1 inflitto all’Ungheria), più un’espulsione contro il Brasile all’85°, per fallaccio di reazione su Joao Batista da Silva , con cui concluse senza gloria il suo primo mondiale. I primi anni nel calcio italiano l 5 luglio del 1984, Maradona venne presentato ufficialmente allo stadio San Paolo e fu accolto da ben sessantamila persone che pagarono la quota simbolica di mille lire per vederlo: bastarono un palleggio ed un tiro verso la porta sotto la curva B e l'entusiasmo si trasformò già in tripudio. Nella prima stagione, però, i sogni andarono in gran parte delusi, mal supportato da una squadra di mediocre valore Maradona dimostrò quasi esclusivamente le proprie doti di funambolo, ma il suo contributo non poté essere utile per raggiungere grandi traguardi. Il Napoli disputò un brutto girone di andata e solo nel finale riuscì a raggiungere una tranquilla posizione di centro classifica. Era chiaro che da solo Maradona non avrebbe portato il Napoli a grandi risultati e la società dovette subito correre ai ripari. L’anno successivo arrivarono in azzurro grandi rinforzi del calibro di Bruno Giordano, Salvatore Bagni, Claudio Garella, Alessandro Renica e rinforzi dalle giovanili del Napoli, tra i quali Ciro Ferrara che debuttò in prima squadra proprio nel 1985-86. Quella stagione finì col Napoli al terzo posto, ma era solo un anticipo del vero trionfo.
Messico 1986: Argentina campione Il culmine della carriera di Maradona fu senza dubbio la vittoria nel campionato del mondo 1986 in Messico nel 1986, al termine di un torneo nel quale fu, nel bene e nel male, il protagonista: nel bene, per i suoi cinque gol e cinque assist nelle sette partite giocate nel torneo (tutte vinte, tranne l’1-1 contro l’Italia nella prima fase a gironi) e per il gol nei quarti di finale segnato contro l’Inghilterra, dopo aver dribblato tutti gli avversari che provarono ad ostacolarlo nella sua corsa dalla linea di centrocampo alla porta difesa da Peter Shilton; nel male, per le polemiche seguite al celeberrimo gol di mano nella stessa partita contro l'Inghilterra che ruppe l’equilibrio dell’incontro e fu erroneamente convalidato dall’arbitro tunisino Ali Bennaceur. Maradona rivendicò la legittimità di quel gol come atto di giustizia a seguito della Guerra delle Falkland del 1982 (a segnare, secondo Maradona, fu la Mano de Dios), ma in effetti l’unico risultato pratico che ebbe fu quello di indurre la FIFA a escludere di fatto gli arbitri provenienti da federazioni "calcisticamente ancora in via di sviluppo" dalle fasi finali ad eliminazione diretta. Indipendentemente da ciò, la segnatura al termine di quello slalom (che fu quella del provvisorio 2-0, alla fine l'Argentina vinse per 2-1) risultò essere il Gol del Secolo secondo un sondaggio indetto dalla FIFA nel 2002. Due gol al Belgio in semifinale valsero la finale contro la Germania Ovest. Ai goal argentini di Brown e Valdano risposero quasi in finale di partita Rummenigge e Völler, ma quando la gara stava per avviarsi ai tempi supplementari, Maradona pescò un corridoio sulla destra per Burruchaga, che batté Toni Schumacher per il 3-2 che diede all’Argentina il suo secondo titolo mondiale, il primo e unico di Maradona. La consacrazione nel Napoli
In maglia azzurra Maradona raggiunse l'apice della celebrità, portando il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo. Grazie ad un'ottima squadra e alla sua guida, il Napoli vinse il suo primo scudetto nel campionato 1986/87 (allenatore Ottavio Bianchi), stagione memorabile anche perché dopo ben trentadue anni il Napoli riuscì a battere di nuovo la Juventus al "Comunale" di Torino. Il 10 maggio 1987 il Napoli conquistò matematicamente il suo primo scudetto. La città intera si abbandonò all'euforia ed alla festa. Maradona fu protagonista assoluto dell'impresa e coronò il sogno di vincere un titolo fino ad allora solo immaginato da tifosi e addetti ai lavori. Il Napoli vinse anche la sua terza Coppa Italia, vincendo tutte le gare, comprese le due finali disputate contro l'Atalanta. L'accoppiata scudetto/coppa fu un'impresa che fino a quel momento era riuscita solo al Grande Torino ed alla Juventus. Nella stagione (1987/88) il Napoli partecipò per la prima volta alla Coppa dei Campioni, ma uno sfortunato sorteggio mise contro gli azzurri il Real Madrid: i partenopei uscirono battuti dal Bernabeu per 2-0 (con lo stadio surrealmente vuoto per via di un provvedimento disciplinare), e pareggiarono per 1-1 la gara di ritorno abbandonando subito le ambizioni europee. In campionato il Napoli dominò fino alla ventesima giornata mantenendo cinque punti di vantaggio sulla seconda, ma inaspettatamente gli azzurri crollarono facendosi superare (perdipiù in casa) dal Milan di Sacchi. Maradona fu comunque capocannoniere del torneo con 15 reti all'attivo. Nel (1989) il Napoli concluse il campionato ancora al secondo posto, dietro l'Inter dei record, ma vinse la Coppa Uefa (primo titolo internazionale) dopo aver battuto nella doppia finale lo Stoccarda (2-1 all'andata e 3-3 al ritorno) e dopo aver superato avversari blasonati come la Juventus e il Bayern Monaco (che sei mesi prima aveva clamorosamente eliminato l' Inter) ed anche in quel torneo l'apporto di Maradona fu determinante, soprattutto nelle gare più importanti con assist, goal e invenzioni spesso decisivi. Nella stagione 1989/90 a Bianchi subentrò Albertino Bigon. Maradona non giocò le prime partite della stagione e venne sostituito da Gianfranco Zola, ma rientrò ben presto in squadra ritrovando l'amore dei tifosi. Il campionato fu "avvelenato" da molte polemiche per episodi che parvero sfavorire il Milan - secondo alla fine del torneo - ma il titolo di campione d'Italia fu riconquistato dal Napoli con Maradona pronto a presentarsi ai Mondiali fregiandosi del titolo di campione d'Italia. Vita personale Maradona sposò Claudia Villafañe il 7 novembre 1989, a Buenos Aires, dopo la nascita delle loro figlie, Dalma Nerea (nata nel 1987) e Giannina Dinorah (nata nel 1989). Nella sua autobiografia Maradona ha ammesso che non è sempre stato fedele a Claudia, benché la definisca "l'amore della sua vita". I due sono stati visti insieme in diverse occasioni, come ad esempio durante la Coppa del Mondo 2006. Durante le fasi di divorzio da Claudia, Maradona ammise di essere il padre di Diego Sinagra, nato nel 1986 a Napoli in seguito ad un suo rapporto con Cristiana Sinagra. Dopo il divorzio Claudia intraprese la carriera di produttore di teatro, mentre Dalma, aspirando a diventare attrice vorrebbe frequentare l'Actor's Studio di Los Angeles. Problemi di saluteDopo il ritiro Maradona ha continuato ad avere problemi di salute: sin dagli anni '90 ha combattuto contro la tossicodipendenza, curandosi in cliniche svizzere e cubane. Tra il 2002 e il 2005, passò la maggior parte del tempo proprio a Cuba. Il 18 aprile 2004 subì un infarto da overdose di cocaina e fu ricoverato in terapia intensiva in un ospedale a Buenos Aires. Numerosi fan si riunirono intorno alla clinica. Giorni dopo l'attacco di cuore, un'infermiera, sorpresa a fotografare Maradona con un telefono cellulare, fu licenziata. Gli fu staccato il respiratore il 23 aprile e rimase in terapia intensiva per alcuni giorni prima di essere dimesso, il 29 aprile. Ritornò a Cuba a maggio. La vita sregolata di Maradona gli comportò anche gravi problemi di obesità, sin dalla fine della sua carriera calcistica. Il 6 marzo 2005, in una clinica di Cartagena (Colombia), gli è stato applicato un by-pass gastrico che gli ha permesso di perdere peso. Il 29 marzo 2007 è stato nuovamente ricoverato all'ospedale Guemes di Buenos Aires a causa di un malore, dovuto sia ad un nuovo aumento di peso sia ad un abuso di sigari cubani (da calciatore Maradona aveva sempre evitato di fumare). Il malore fu ritenuto dai medici "non preoccupante", ma ha costretto Maradona ad una degenza di una ventina giorni. Il suo medico personale, Alfredo Cahe, dichiarò: quello che mi preoccupa è il suo entourage, perché tutti quelli che gli si avvicinano lo fanno per approfittarsi di lui. E da quando ha cominciato con il cosidetto showbol (il calcio al chiuso) mangia e beve in quantità eccessive. Due giorni dopo essere stato dimesso (e dopo aver "ripudiato" il suo medico personale, "reo" di avergli consigliato di prolungare la degenza), Maradona avvertì un nuovo malore che lo costrinse ad un nuovo ricovero in una clinica privata. Carriera estesa | Liga spagnola |
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| Squadra | Anno | Campionato | Copa del Rey | C. delle Coppe | Copa de la Liga | | P | G | P | G | P | G | P | G |
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| FC Barcelona | 1982/83 | 20 | 11 | 5 | 3 | 4 | 5 | 6 | 4 | | | 1983/84 | 16 | 11 | 4 | 1 | 3 | 3 | - | - | | Sevilla FC | 1992/93 | 26 | 4 | 3 | 3 | - | - | - | - |
| Serie A italiana |
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| Squadra | Anno | Campionato | Coppa Italia | C. dei Campioni | Coppa UEFA | | P | G | P | G | P | G | P | G |
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| Napoli | 1984/85 | 30 | 14 | 6 | 3 | - | - | - | - | | | 1985/86 | 29 | 11 | 2 | 2 | - | - | - | - | | | 1986/87 | 29 | 10 | 10 | 7 | - | - | 2 | 0 | | | 1987/88 | 28 | 15* | 9 | 6* | 2 | 0 | - | - | | | 1988/89 | 26 | 9 | 12 | 7 | - | - | 12 | 3 | | | 1989/90 | 28 | 16 | 3 | 2 | - | - | 5 | 0 | | | 1990/91² | 18 | 6 | 3 | 2 | 4 | 2 | - | - |
| Nazionale argentina |
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| Squadra | Anno | Coppa del Mondo | Copa América | Sudamericano | Amichevoli | | P | G | P | G | P | G | P | G |
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| Nazionale Juniores | 1977 | - | - | - | - | 3 | 0 | 2 | 1 | | | 1978 | - | - | - | - | - | - | 5 | 4 | | | 1979 | 6 | 6 | - | - | 5 | 1 | 3 | 1 | | Nazionale maggiore | 1977 | - | - | - | - | - | - | 3 | 0 | | | 1978 | - | - | - | - | - | - | 1 | 0 | | | 1979 | - | - | 1 | 0 | - | - | 7 | 2 | | | 1980 | - | - | - | - | - | - | 10 | 7 | | | 1981 | - | - | - | - | - | - | 2 | 1 | | | 1982 | 5 | 2 | - | - | - | - | 5 | 0 | | | 1985 | 6 | 4 | - | - | - | - | 4 | 3 | | | 1986 | 7 | 5 | - | - | - | - | 3 | 2 | | | 1987 | - | - | 4 | 3 | - | - | 2 | 1 | | | 1988 | - | - | - | - | - | - | 3 | 1 | | | 1989 | - | - | 6 | 0 | - | - | 1 | 0 | | | 1990 | 7 | 0 | - | - | - | - | 3 | 1 | | | 1993³ | 2 | 0 | - | - | - | - | 1 | 0 | | | 1994 | 2 | 1 | - | - | - | - | 5 | 1 |
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